Il rinocaronte
Il rinocaronte è un mammifero dal corpo massiccio
con una gran testa sormontata da uno o due corni e zampe colonnari terminanti
con grandi cuscini d’aria.
L’occupazione principale degli esemplari maschi consiste
nel traghettare dall’una all’altra riva dell’Acheronte le anime defunte. Nei
rari momenti di riposo sono impegnati, oltre che a nutrirsi, a insidiare
sessualmente gli esemplari femmina.
Il rinocaronte, all’inizio di ogni turno di
lavoro, segnala l’imbarco spalancando le froge e guardando gli sfortunati con
occhi di bragia. Fatti stipare sul dorso come meglio si può, impartisce loro
con ostentato disinteresse le istruzioni sui comportamenti da seguire in caso
di emergenza, accompagnandole con rapidi movimenti della coda.
Immediatamente dopo la repentina partenza il
panico assale i malcapitati, assieme alla consapevolezza di effettuare il loro
ultimo viaggio. I meno pronti si ritrovano in acqua o perdono i preziosi
bagagli quali beauty case, ombrelloni, pellicce e dentiere.
Il rinocaronte, scivolando leggero sull’acqua
grazie ai cuscini d’aria posti sotto le zampe e ruotando la coda come un’elica,
giunge così rapidamente all’altra sponda che gli estinti non trovano il tempo
per interrogarsi su cosa li attenda.
La manovra di attracco è salutata dal tipico
“duuuu orf orf orf” delle rinostess di terra. Il rinocaronte risponde issando a
mo’ di periscopio l’organo sessuale, organo utilizzato proficuamente durante la
navigazione come timone di direzione ed emettendo, infine, il tipico segnale di
natante in manovra “fu fiuuu”.
Poi, facendo macchine indietro, si arresta di
colpo. La brusca riduzione di velocità catapulta i trapassati direttamente
sulla battigia; essi s’incamminano mogi verso l’atrio buio dell’Ade, seguendo
le indicazioni fornite dai cartelli multilingue posti sul bagnasciuga.
A volte, a causa della ben nota vista limitata del rinocaronte, alcune anime sono scambiate per rinostess e vengono inseguite dall’animale ansioso di mostrar loro le avanzate caratteristiche tecniche del grande timone.
Sovente lo sventurato non riesce a sottrarsi alla
fastidiosa spiegazione.
STHEPEZZ

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