LA STANZA DEI CUORI ABBINDOLATI
Ecco la stanza,
La stanza del mio cuore,
Simile a mille altre, a mille altri cuori.
Abbandonati, desolati, scrostati.
Percossi, umiliati, sofferenti e bucati.
Abbindolati, presi per il culo.
Abbindolati, presi per il culo.
Tu l’hai lasciata così!
L’impiantito dei sentimenti dondola,
Puoi poggiare un piede in fallo
E slogarti l’anima.
Le pareti grigie, miserevoli,
E i tuoi ricordi in terra, ruotati e dimenticati.
Si fan burle di me,
E io installato in punta
A quella scassata sedia,
Che sono le passioni possedute,
Mormoro: cazzo, dove sei?
Dove sei, dove sei, dove sei andata?
Puttana, troia di una vita.
Puttana vita troia.
Tu,
Tu,
Che mi ti sei concessa,
A prezzo esorbitante,
Facendomi solo un pompino.
Rivoglio indietro la lava malesplosa,
L’avessi almeno digerita male,
Che ti sia andata di traverso,
Che ti abbia strozzata, insozzata, lordata.
Hai lasciato sporco dei residui
Dell’anima tua penosa, schifosa,
E io rabbioso sputo il veleno
Che mi hai fatto nascere
Dopo che chiudesti la porta.
Sputo e ti colgo, incendiandoti,
Puttana e troia.
(Non) la vita.
(Tu).
(Tu).
STHEP
(foto di Simone Lezzi©)

Commenti
Posta un commento