Io, sempre,
entro
in quella mancata,
delle mille camere
della tua casa.
Ora è vuota,
buia,
e fredda.
I mobili son stanchi
dell’attesa,
furiosamente
attendono
il ritorno
della tua mano pietosa
che tolga loro
polvere, troppo
buonsenso,
macerie e
ipocrisia.
L’acqua che
esce
da quel foro
non è più
limpida.
Somiglia a un
pasticcio
di gelatina
andato a male.
Poca luce
filtra,
c'è pulviscolo nell'aria,
odio quelle
sentinelle
messe per non
vedere.
Non si può
decidere,
così, di
smettere.
È necessario
vivere
per vedere come
andrà a finire.
STHEP

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