SCENDI (ALL')INFERNO
Scendi (all’)Inferno, Amore mio cattivo.
Quello evidente, quello ignoto.
Dove ogni incubo è più gustoso delle pene
Che infligge il tuo torturatore, la passione.
Sogni d’esser bruciata, viva,
Per godere meglio il passaggio
Tra l’esser presa e l’essere sua.
Del carnefice,
Che con lingua di fuoco ti punisce,
T’attanaglia, ti cattura e blandisce.
Bruciano la pelle, i capelli,
Brucia labbra e ti brucia dentro.
Non puoi sottrarti, non vuoi più.
Godi nell’esser presa come desideri.
Che sia inferno, che sia paradiso,
Basta che tu goda
Di quel piacere immor(t)ale
Che solo pochi sanno dare.
Solo tu, aperta e legata, sai come riceverlo.
Scendi all’inferno del piacere puro,
E lecca le scale mentre vieni.
STHEPEZZ

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