FINO ALLA FINE DEL MONDO
Ballata per Inés de Castro
Ch'io ero
distratto dalla lite
e tu te ne
stavi lì, orfana e mite.
Ch’io t’ho
abbandonata sola
tra quelle
fredde lenzuola.
Io, invece, correvo quel giorno
a veder gli
assassini di ritorno.
Non l’incrociai per poco,
per gettargli
contro il mio fuoco.
Giunsi in tempo
per capire
solo ciò che
non volevo vedere.
Seppi che la mano che li armava
era la stessa
che bimbo mi carezzava.
E non persi del
tutto la ragione
solo perché
volli far la rivoluzione.
La pietà che
ricevetti bieca
è pari alla
furia che m’acceca.
Cosa sarà passato nei tuoi occhi
mentre attonita piegavi i ginocchi.
E t’opponesti a lorde mani assassine,
che il tuo cuore ferivan fin alla fine.
Poi le cose
cambiaron di fretta,
la morte mi
aiutò per la vendetta.
Il pugnale
macchiato di rosso
di nuovo
raccolsi da un fosso.
Solo sangue, per
te povera e innocente,
potrà saziare
un amore così ardente.
E infine piano
ti tolsi dalla fossa
Per mostrare le
tue povere ossa.
Preparai poi un
letto adorno,
in attesa del
mio segreto ritorno.
Gioii nell'averti
vista regnante,
senza essere
più solo amante.
Su quel trono assisa
e incoronata
a fronte degli
assassini omaggiata.
Le mani e il cuore degli infedeli
presto gettai in pasto al re dei cieli.
Ora che riposo anch'io,
giacendo muto,
sento più forte
il tuo grido acuto.
In attesa che
chi ci ha sepolto
faccia vedere l’uno
dell’altro il volto.
Avrei voluto ben altro destino,
già che avemmo un tempo clandestino.
Ora ci aspetta un bene profondo,
fino alla fine
del mondo.
STHEPEZZ
Per saperne di più su Inés de Castro
http://scrivereilnecessario.blogspot.com/2018/11/fino-alla-fine-del-mondo.html

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