ABUSARNE CAUSA DIPENDENZA
- Vedo, disse il Vicequestore osservando il corpo del ciccione in camicia e bretelle, la macchia di sangue sul suo petto, la mano protesa quasi ad afferrare uno dei falli caduti dalla libreria, la cassaforte aperta e il coltello in terra.
- Ho preso le testimonianze del barista e degli addetti alla sala, loro sono estranei, erano tutti al lavoro; in quel momento c’era la lapdance e il locale era pieno. I clienti sono stati tutti identificati, nessuno è uscito, ne siamo certi.
- Chi ha dato l’allarme?
- Una delle ragazze, era andata dal gestore per avvisarlo che un cliente voleva appartarsi con lei. Poi il barista ci ha chiamato.
- Voglio parlare con le ragazze.
- Ho preso le testimonianze del barista e degli addetti alla sala, loro sono estranei, erano tutti al lavoro; in quel momento c’era la lapdance e il locale era pieno. I clienti sono stati tutti identificati, nessuno è uscito, ne siamo certi.
- Chi ha dato l’allarme?
- Una delle ragazze, era andata dal gestore per avvisarlo che un cliente voleva appartarsi con lei. Poi il barista ci ha chiamato.
- Voglio parlare con le ragazze.
Entrarono in una stanza, una specie di sala d’aspetto, intuì che da lì si potesse accedere alle salette riservate, dove lo spettacolo si sarebbe fatto più audace.
Erano quattro, con i rispettivi clienti; meno male pensò, stavolta erano ben rivestiti; in carriera non si ricordava quante volte aveva dovuto interrogare tizi mezzi nudi, con il pizzo della camicia che gli usciva dalla patta, e gli era andata anche bene.
Erano quattro, con i rispettivi clienti; meno male pensò, stavolta erano ben rivestiti; in carriera non si ricordava quante volte aveva dovuto interrogare tizi mezzi nudi, con il pizzo della camicia che gli usciva dalla patta, e gli era andata anche bene.
- Dottore, io fatto nienta, io parlava con Armando, disse la bionda dell’est.
- Eugenio, - precisò con disappunto il cliente, - non abbiamo finito di consumare, adesso chi me li ridà i cinquanta euri?
- Io stava prendere dietro, non ero possibile, lui non si staccavo, ho fatto niente anch’io, giuro, disse la seconda.
- È vero dottò, glielo stavo a butta’ dietro e nun ce semo avveduti de gnente.
- Dottore, guardi, io proprio non ci capo nulla, stavamo facendo quello che dovevamo fare con questo signore qua.
- Confermo, disse il terzo uomo.
- Noi parlavamo.
- È vero, io sono un camionista, spesso vengo quando sono di passaggio a Roma, Luisa mi fa sentire meno solo da quando è morta mia moglie.
- Eugenio, - precisò con disappunto il cliente, - non abbiamo finito di consumare, adesso chi me li ridà i cinquanta euri?
- Io stava prendere dietro, non ero possibile, lui non si staccavo, ho fatto niente anch’io, giuro, disse la seconda.
- È vero dottò, glielo stavo a butta’ dietro e nun ce semo avveduti de gnente.
- Dottore, guardi, io proprio non ci capo nulla, stavamo facendo quello che dovevamo fare con questo signore qua.
- Confermo, disse il terzo uomo.
- Noi parlavamo.
- È vero, io sono un camionista, spesso vengo quando sono di passaggio a Roma, Luisa mi fa sentire meno solo da quando è morta mia moglie.
L’ispettore accompagnò fuori del locale il dirigente, fecero il giro dell’isolato, guardarono le auto nel parcheggio, presero le targhe per un successivo riscontro. Un camion era parcheggiato lungo la strada.
- Telecamere?
- Ci sono, abbiamo preso i filmati, i ragazzi li stanno guardando di nuovo ma dopo la scoperta e subito prima non è uscito nessuno, abbiamo l’ora precisa dell’omicidio, perché il gestore ha chiamato il barista con il telefono interno chiedendo di non essere disturbato fino a nuovo ordine e la ragazza è andata da lui dopo pochi minuti.
- Però la ragazza è andata nonostante il divieto?
- Non avrà fatto in tempo ad avvisare, c’era molto lavoro, confusione, il clou della serata.
- Telecamere?
- Ci sono, abbiamo preso i filmati, i ragazzi li stanno guardando di nuovo ma dopo la scoperta e subito prima non è uscito nessuno, abbiamo l’ora precisa dell’omicidio, perché il gestore ha chiamato il barista con il telefono interno chiedendo di non essere disturbato fino a nuovo ordine e la ragazza è andata da lui dopo pochi minuti.
- Però la ragazza è andata nonostante il divieto?
- Non avrà fatto in tempo ad avvisare, c’era molto lavoro, confusione, il clou della serata.
Rientrarono, la polizia scientifica era al lavoro, foto, rilievi, misurazioni, impronte.
- Le dico subito, dottore, che sul coltello non ci sono impronte, ripulito e anche bene, vedremo se sulla lama il sangue è solo della vittima.
- Le dico subito, dottore, che sul coltello non ci sono impronte, ripulito e anche bene, vedremo se sulla lama il sangue è solo della vittima.
- Dottore, che idea si è fatta, chiese l’ispettore mentre si sedettero in uno dei separè.
- Ho sete, prendimi un Martini.
- Ci va tosto!
- Sono praticamente astemio, il Martini non l’ho mai bevuto, ma quando mi hai chiamato stavo vedendo un film di James Bond. Mi è venuta voglia.
- Lo sa che lei ci somiglia a zerozerosette, disse l’ispettore allontanandosi.
- Ho sete, prendimi un Martini.
- Ci va tosto!
- Sono praticamente astemio, il Martini non l’ho mai bevuto, ma quando mi hai chiamato stavo vedendo un film di James Bond. Mi è venuta voglia.
- Lo sa che lei ci somiglia a zerozerosette, disse l’ispettore allontanandosi.
Magari fossi astemio, che ne sanno loro della mia vita dopo che mia moglie se n’è andata, della depressione, delle notti insonni, delle bottiglie vuote in terra, della solitudine.
- Questo giro l’offre la casa. Il prossimo io, sempre che lei ne regga un altro.
- Questo giro l’offre la casa. Il prossimo io, sempre che lei ne regga un altro.
- Mi conosci poco, io reggo tutto, fin quando non esplodo. Portami le ragazze, una alla volta, gli uomini lasciali là, fagli avere quel che vogliono ma non possono uscire dalla stanza, lascia Riccardi con loro che osservi e che ci faccia sapere se ci sono cose interessanti, gesti, nervosismi o altro.
Che ne sai tu di come ci si comporta quando hai la coscienza sporca, hai mai avuto tu la coscienza sporca? Io sì, ho sensi di colpa che nessuno può immaginare, lasciarla andare via, in quello stato, non essere stato capace di fermarla, di passare sopra alle reciproche incomprensioni, ai silenzi. Quella sera, con quella piccola valigia di cuoio nero, poche cose, come a distaccarsi dalla nostra vita comune, portandosi dietro solo la confusione che aveva in testa, e le ferite nell’anima.
- Dottore buonasera, Mario lo conosco bene, passa ogni settimana, quindici giorni, parliamo, parliamo, tanto. Dei figli grandi suoi, dei miei più piccoli. Della vita, di nessuno che ci ami, ci siamo affezionati l’uno all’altra, lui vorrebbe portarmi via di qui, ma ormai questa è la mia vita, anche se penso che presto smetterò. I bambini stanno crescendo, ho messo da parte un po’ di soldi, si guadagna bene se ci sai fare, me ne ritornerò al Nord, al paese dei miei, so cucire, facevo la sarta, lì ho i fratelli, la mamma, è una vita tranquilla quella. Posso dimenticare questo schifo e non avrò rimpianti né rimorsi.
- Mi hai raccontato tutta la tua vita.
- In breve, scusi, non volevo annoiarla.
- Affatto, sei una brava ragazza. Hai qualche sospetto?
- No, dottore, in fondo Gastone non era neanche cattivo, a volte ci strillava, ma eravamo la sua famiglia, lui qui dentro ci viveva.
- Vai, smetti quanto prima e pensaci alla proposta di Mario, se come dici ti sembra una brava persona. Vi potete rendere felici.
Osservò la ragazza uscire, aveva un bel fisico, il portamento elegante, parlava bene. Mario non era male, sebbene un po’ imborsito e malinconico, ma la vita a questo porta. Fece il tifo per loro.
- Mi hai raccontato tutta la tua vita.
- In breve, scusi, non volevo annoiarla.
- Affatto, sei una brava ragazza. Hai qualche sospetto?
- No, dottore, in fondo Gastone non era neanche cattivo, a volte ci strillava, ma eravamo la sua famiglia, lui qui dentro ci viveva.
- Vai, smetti quanto prima e pensaci alla proposta di Mario, se come dici ti sembra una brava persona. Vi potete rendere felici.
Osservò la ragazza uscire, aveva un bel fisico, il portamento elegante, parlava bene. Mario non era male, sebbene un po’ imborsito e malinconico, ma la vita a questo porta. Fece il tifo per loro.
- Tu sei quella che non ci cape, giusto?
- Sì, dotto’, scusi ma con il mestiere che faccio mi piace parlare bene, altrimenti pensano che sono una puttana.
- Perché, cosa sei?
- Dotto’, mi vuole prendere in giro? Una puttana ma di un certo livello, momentaneamente qui per bisogno, ma io sono una che legge, studia, si informa. Ho ambizioni, io.
- Va bene, dimmi come sono andate le cose.
- E niente, io stavo di là, - disse volgendo il capo ad indicare le stanze riservate - prima abbiamo parlato un po’, poi siccome ci erano altri miei clienti che conosco bene, la serata era promettente, anche se ora è andata come loro, a puttane, volevo sbrigamme.
- E allora?
- Allora mi sono data da fare, gli ho aperto i pantaloni, ce l’aveva duro duro. Gli ho calato le mutande, mi sono inginocchiata davanti a lui, gliel’ho preso in mano, ho iniziato a manovrarlo, così dotto’, e mentre faceva quel gesto il Vicequestore se lo sentì scoppiare nei pantaloni. Poi ho sentito urlare.
Mi è venuto duro pure a me, pensò il dirigente.
La ragazza glielo accarezzò, sopra i pantaloni. Prese il tiretto della zip, iniziò a tirarlo giù, erano mesi che…, pensò il Vicequestore, non ci starebbe male ma non era il caso.
- Non c’è necessità che me lo mostri, un minimo di esperienza e fantasia ce l’ho anch’io, meglio che tu vada, la congedò con un certo rammarico. Stavolta, quando la ragazza se ne andò non la guardò, intento com’era a sistemarsi.
- Sì, dotto’, scusi ma con il mestiere che faccio mi piace parlare bene, altrimenti pensano che sono una puttana.
- Perché, cosa sei?
- Dotto’, mi vuole prendere in giro? Una puttana ma di un certo livello, momentaneamente qui per bisogno, ma io sono una che legge, studia, si informa. Ho ambizioni, io.
- Va bene, dimmi come sono andate le cose.
- E niente, io stavo di là, - disse volgendo il capo ad indicare le stanze riservate - prima abbiamo parlato un po’, poi siccome ci erano altri miei clienti che conosco bene, la serata era promettente, anche se ora è andata come loro, a puttane, volevo sbrigamme.
- E allora?
- Allora mi sono data da fare, gli ho aperto i pantaloni, ce l’aveva duro duro. Gli ho calato le mutande, mi sono inginocchiata davanti a lui, gliel’ho preso in mano, ho iniziato a manovrarlo, così dotto’, e mentre faceva quel gesto il Vicequestore se lo sentì scoppiare nei pantaloni. Poi ho sentito urlare.
Mi è venuto duro pure a me, pensò il dirigente.
La ragazza glielo accarezzò, sopra i pantaloni. Prese il tiretto della zip, iniziò a tirarlo giù, erano mesi che…, pensò il Vicequestore, non ci starebbe male ma non era il caso.
- Non c’è necessità che me lo mostri, un minimo di esperienza e fantasia ce l’ho anch’io, meglio che tu vada, la congedò con un certo rammarico. Stavolta, quando la ragazza se ne andò non la guardò, intento com’era a sistemarsi.
- Io lo stava a prende dietro, dottò, spiegata?
- Chiarissimamente.
- Sì, ma dietro dietro, a Ranuccio piace tanto.
- Ho capito, non c’è bisogno che precisi.
- No, dottò, a me mi piace la precisiona, magara lei penza che eri da dietro, invece era propio lì dentro. E non ho sentito gnenta, delle gridi, quello lo sentivo.
- Ho capito.
Santa pazienza, che vita di merda la mia, sembra di stare in un porno di terza categoria, pensò mentre la donna si alzava.
- Chiarissimamente.
- Sì, ma dietro dietro, a Ranuccio piace tanto.
- Ho capito, non c’è bisogno che precisi.
- No, dottò, a me mi piace la precisiona, magara lei penza che eri da dietro, invece era propio lì dentro. E non ho sentito gnenta, delle gridi, quello lo sentivo.
- Ho capito.
Santa pazienza, che vita di merda la mia, sembra di stare in un porno di terza categoria, pensò mentre la donna si alzava.
- Tu sei un’altra di quelle che non aveva ancora finito?
- Bé, dotto’, lui parlava tanto, lui mani muoveva. Sembrava un polpito.
- Polipo.
- Quello, però aveva pagata, io lasciava fare, neanco arrivati che quelo appena chiusa porta mette mano addosso. Detto, calma, abbiamo tempo, ma lui assassinato.
- Assatanato?
- No, venuto Carlo, barman, bussava forte, diceva morto morto. Aprito porta, tutti fora.
- E poi?
- Andati a vedere, era morto morto davveri.
La donna si alzò, le scappava una lacrima, in fondo hanno un cuore anche loro. Che cazzo di ragionamento, si disse.
- Bé, dotto’, lui parlava tanto, lui mani muoveva. Sembrava un polpito.
- Polipo.
- Quello, però aveva pagata, io lasciava fare, neanco arrivati che quelo appena chiusa porta mette mano addosso. Detto, calma, abbiamo tempo, ma lui assassinato.
- Assatanato?
- No, venuto Carlo, barman, bussava forte, diceva morto morto. Aprito porta, tutti fora.
- E poi?
- Andati a vedere, era morto morto davveri.
La donna si alzò, le scappava una lacrima, in fondo hanno un cuore anche loro. Che cazzo di ragionamento, si disse.
- Dottore, vuol sentire gli uomini?
- Dopo, ora il barista.
L’uomo si avvicinò, si sedette sbuffando, l’adrenalina stava scendendo, subentrava la stanchezza.
- Che serata dottore, me la ricorderò finché campo.
- Vero, certi spettacoli non ci abbandonano mai.
- Dopo, ora il barista.
L’uomo si avvicinò, si sedette sbuffando, l’adrenalina stava scendendo, subentrava la stanchezza.
- Che serata dottore, me la ricorderò finché campo.
- Vero, certi spettacoli non ci abbandonano mai.
Mentre lo disse ripensò a quello al quale fu costretto a vedere dopo che Maria era uscita di casa. L’auto era accartocciata e finita nel fosso a lato. Un lenzuolo bianco copriva lo sportello, cercarono di fermarlo, il volto era integro, neanche un graffio, scoprì dopo che le gambe erano maciullate, gli organi interni collassati, ma finalmente la vide serena, come mai l’aveva vista negli ultimi tempi. La depressione, l’ansia, l’inquietudine erano sparite.
- Che mi dici dei clienti delle quattro?
- Si è fatto l’idea che possa essere stato uno di loro?
- Sì, per arrivare là dietro si passa vicino al tuo bancone, non hai visto entrare o uscire nessuno di cui tu ti sia meravigliato, solo le donne con i clienti e la ragazza che ha dato l’allarme. Giusto?
- Vero. Quell’Eugenio lo conosco poco, però dicono tutti che sia una brava persona, prendiamo informazioni sui clienti abituali. Mario è un povero cristiano che ha iniziato a venire dopo la morte della moglie, fa il camionista, ci ho parlato spesso nelle serate morte, non era mai entrato in un locale come il nostro prima, credo sia innamorato di Luisa.
- Credi bene.
- Poi quello che stava con la professoressa.
- La professoressa?
- Sì, Lorena, si dà arie da istruita, ma è una scema, il capo la teneva perché dice che fa certi lavoretti con la bocca..., lui non lo conosco bene, ma sembra uno a posto. Ranuccio invece so bene chi è, un balordo da giovane, ormai solo una spugna e un giocatore incallito di videopoker. Non credo lavori, passa qui un sacco di tempo, spende troppo alle macchinette. Ogni tanto si apparta, ma tanto non combina nulla.
- Come non combina nulla?
- È impotente, dottore, lo sanno tutti.
- Ma che dici?
- È così, ha subito un’operazione alla prostata anni fa e da allora non gli si rizza.
- E dei soldi che mi dice, ce ne potevano essere molti?
- Sì, dottore, domani li avrebbe depositati, durante il fine settimana potevamo incassare anche fino a diecimila.
- Grazie, puoi andare. Era buono il Martini, me ne fai un altro e una cosa per l’ispettore, quello che ha preso prima, disse il Vicequestore dando una banconota all’uomo che sdegnosamente rifiutò con un gesto del capo.
- Si è fatto l’idea che possa essere stato uno di loro?
- Sì, per arrivare là dietro si passa vicino al tuo bancone, non hai visto entrare o uscire nessuno di cui tu ti sia meravigliato, solo le donne con i clienti e la ragazza che ha dato l’allarme. Giusto?
- Vero. Quell’Eugenio lo conosco poco, però dicono tutti che sia una brava persona, prendiamo informazioni sui clienti abituali. Mario è un povero cristiano che ha iniziato a venire dopo la morte della moglie, fa il camionista, ci ho parlato spesso nelle serate morte, non era mai entrato in un locale come il nostro prima, credo sia innamorato di Luisa.
- Credi bene.
- Poi quello che stava con la professoressa.
- La professoressa?
- Sì, Lorena, si dà arie da istruita, ma è una scema, il capo la teneva perché dice che fa certi lavoretti con la bocca..., lui non lo conosco bene, ma sembra uno a posto. Ranuccio invece so bene chi è, un balordo da giovane, ormai solo una spugna e un giocatore incallito di videopoker. Non credo lavori, passa qui un sacco di tempo, spende troppo alle macchinette. Ogni tanto si apparta, ma tanto non combina nulla.
- Come non combina nulla?
- È impotente, dottore, lo sanno tutti.
- Ma che dici?
- È così, ha subito un’operazione alla prostata anni fa e da allora non gli si rizza.
- E dei soldi che mi dice, ce ne potevano essere molti?
- Sì, dottore, domani li avrebbe depositati, durante il fine settimana potevamo incassare anche fino a diecimila.
- Grazie, puoi andare. Era buono il Martini, me ne fai un altro e una cosa per l’ispettore, quello che ha preso prima, disse il Vicequestore dando una banconota all’uomo che sdegnosamente rifiutò con un gesto del capo.
Due minuti dopo arrivò l’ispettore con i bicchieri.
- Grazie, a buon rendere. Ha capito qualcosa?
- Vai a prendere Ranuccio.
L’uomo arrivò scortato dall’ispettore che fece un cenno al barista di avvicinarsi.
- Le possiamo offrire qualcosa?
- No, grazie, rispose l’uomo visibilmente a disagio.
- Quindi lei era con…, non mi ricordo come si chiama ma fa nulla.
- Sì, ero con lei, ha visto che zinne grosse che ha?
- E bravo, ti piacciono molto le donne.
- Sono la mia vita, io se non scopo regolarmente non posso campa’.
- E viene sempre qui?
- ‘ndo capita, dotto’ ma qui ci vengo spesso. Me piace puro gioca' alle macchinette.
- E vince?
- Ogni tanto, me mantengo.
- E per il resto che fa? Lavora?
- No, campo con la pensione d’invalidità, poi c’è quella della pora mamma che sta allettata, e la reversibilità del poro papà che era un granne lavoratore.
- Grazie, a buon rendere. Ha capito qualcosa?
- Vai a prendere Ranuccio.
L’uomo arrivò scortato dall’ispettore che fece un cenno al barista di avvicinarsi.
- Le possiamo offrire qualcosa?
- No, grazie, rispose l’uomo visibilmente a disagio.
- Quindi lei era con…, non mi ricordo come si chiama ma fa nulla.
- Sì, ero con lei, ha visto che zinne grosse che ha?
- E bravo, ti piacciono molto le donne.
- Sono la mia vita, io se non scopo regolarmente non posso campa’.
- E viene sempre qui?
- ‘ndo capita, dotto’ ma qui ci vengo spesso. Me piace puro gioca' alle macchinette.
- E vince?
- Ogni tanto, me mantengo.
- E per il resto che fa? Lavora?
- No, campo con la pensione d’invalidità, poi c’è quella della pora mamma che sta allettata, e la reversibilità del poro papà che era un granne lavoratore.
- Ahi, - il Vicequestore si toccò la mano destra con l’altra – mi sono tagliato, ma che c’è sotto questi tavoli, sarà stato un chiodo, disse mentre si chinava a controllare.
- S’è fatto male dotto’?
- Non è niente, un poco di sangue, ha un fazzoletto, per favore?
L’uomo estrasse dalla tasca una confezione di fazzoletti di carta, ne fuoriuscì anche uno di stoffa, lo prese, poi lo appallottolò in fretta. Mentre stava per rimetterlo in tasca, il Vicequestore con un gesto rapido bloccò le braccia dell’uomo e glielo strappò di mano.
- S’è fatto male dotto’?
- Non è niente, un poco di sangue, ha un fazzoletto, per favore?
L’uomo estrasse dalla tasca una confezione di fazzoletti di carta, ne fuoriuscì anche uno di stoffa, lo prese, poi lo appallottolò in fretta. Mentre stava per rimetterlo in tasca, il Vicequestore con un gesto rapido bloccò le braccia dell’uomo e glielo strappò di mano.
- Dotto’ ma che stamo a gioca’ a rubbabandiera?
Il Vicequestore spiegò il fazzoletto sul tavolo. Indicò le due macchioline rosse.
- Si è tagliato anche lei?
- Ma che sta a di’?
- Penso che a lei due cose che non funzionano, una è in mezzo alle gambe, l’altra nella sua testa. Ispettore, vai a prendere la complice e portali via, poi cerca i soldi nel bugigattolo dove erano appartati.
STHEPEZZ
Il Vicequestore spiegò il fazzoletto sul tavolo. Indicò le due macchioline rosse.
- Si è tagliato anche lei?
- Ma che sta a di’?
- Penso che a lei due cose che non funzionano, una è in mezzo alle gambe, l’altra nella sua testa. Ispettore, vai a prendere la complice e portali via, poi cerca i soldi nel bugigattolo dove erano appartati.
STHEPEZZ

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