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NAVIGARE


NAVIGARE




- Atteeento all’autovelox…
- Ecchecazzo! Adesso me lo dici?
- Scusa amore, stavo accendendo una sigaretta e non l’ho visto, si giustificò la donna.
- Cazzo! Andavo a centottanta e tu dici scusa amore. Prima la stradale e ora l’autovelox! Un cieco avrebbe fatto meglio!, disse l’uomo gettando uno sguardo alla cartina sulle gambe della donna.
- Amore, ti prometto che…, atteeento! Dovevamo girare a destra!, precisò con un filo di voce.
- Allora vai affanculo tu e tutti quelli che come te insistono sull’inutilità del navigatore. Almeno quello non dorme e non fuma come te, urlò tirando giù il finestrino e respirando con il naso fuori dall’auto.
Dopo qualche minuto di silenziosa tensione la donna disse con voce supplicante:
- Amore, ti puoi fermare all’autogrill che devo fare pipì?
L’uomo entro nell'area di sosta, fermò bruscamente l’auto davanti ai bagni e ordinò:
- Sbrigati!
La donna uscendo dai bagni vide l’uomo che la seguiva con lo sguardo. Agitando la mano in segno di saluto e a denti stretti gli indirizzò un cordiale “stronzo” nascosto da un falso sorriso. Poi oltrepassò l’auto e proseguì entrando nello shopping point.
L’uomo prese la cartina dal sedile del passeggero e se la rigirò nervosamente tra le mani.
Lei arrivò dopo cinque minuti con un pacchetto in mano.
- Amore, eccomi qua. Scusa se ci ho messo un po’.
Lui guardando avanti rispose con un grugnito, mentre con la coda dell’occhio cercava di indovinare cosa contenesse la scatola.
Lei gli strappò la cartina dalle mani, la appallottolò gettandola fuori dal finestrino e prima che lui potesse riprendersi dalla sorpresa, disse:
- Ho comprato un bel navigatore. Il commesso l’ha già programmato con la nostra destinazione. Così smetterò di farti sbagliare strada e prendere multe. Poi reclinò il sedile, si girò verso lo sportello, chiuse gli occhi e sistemò la cintura che le premeva sul collo.
Lui trafficò con il navigatore, lo applicò con la ventosa sul parabrezza e partì.
Passarono cinque minuti, nei quali guardò in continuazione lo strumento senza che questo desse segnali di vita parlata.
Mentre cercava di alzare il volume, una voce femminile vellutata disse:
- Non pensare che io sia muta. Lei sta dormendo; non la voglio svegliare.
- Ecchecazzo, parli?
- Certo. Non è quello che ci si aspetta da me? Sono un navigatore di terza generazione. Indico la strada, segnalo autovelox e tengo compagnia.
- Brava. Comunque a me basta che m’indichi la strada che la compagnia non mi serve, replicò l’uomo.
- Come sei orso! Non so proprio come lei faccia a stare con un tipaccio come te!
- Ma cosa dici? Che ne sai tu?
- Ho sentito quello che ha detto al commesso. Sei un bruto, la tratti male. Non lo meriti, disse con un tono di voce un po’ metallico.
- Cose dell’altro mondo. Un navigatore pensante e sensibile. Falla finita. E fai il tuo lavoro; spero meglio di quella mummia addormentata!
- Hai spento lo scaldabagno?, replicò il navigatore quasi sottovoce.
- Cheee? Lo scaldabagno? Fatti i cazzi tuoi e vedi di portarmi diritto alla meta, piuttosto!
- probabilmente lei avrebbe voluto chiedertelo. Solo che tu sei così aggressivo che non ne ha avuto il coraggio. Poi con voce professionale:
- A 800 metri girare a destra, a 800 metri girare a destra.
- Brava, così si fa!, disse l’uomo padrone della situazione.
- Hai messo l’antifurto?
- Lo sai che hai rotto?, disse l’uomo trattenendo a fatica la sua rabbia.
- Hai gettato l’immondizia?
- E baaasta! Sei peggio di lei, disse l’uomo dando un manrovescio al navigatore.
- Stronzo! disse la voce con tono professionale.
- A chi, stronzo?, rispose l’uomo contrariato.
- A te. A chi altri, sennò? precisò la voce, stavolta un po’ alterata.
- Senti bella, torniamo nel mondo reale. Io sono il padrone e tu una specie di elettrodomestico. Fai il tuo lavoro e non rompere i coglioni!, sentenziò l’uomo mentre un ripetuto beep lo avvisava di un autovelox.
L’uomo interruppe il silenzio che si era creato da qualche minuto:
- Vedo che sai stare al tuo posto, eh?
Di rimando la voce:
- Hai chiuso casa?
- Vaffanculo! Lo vedi che la stronza sei te! Quasi quasi preferisco lei! disse l’uomo indicando con la mano la compagna addormentata.
- Lo credo bene che preferisci lei. È proprio questo che volevo farti capire. Una macchina può essere infallibile, ma resta una macchina. Un essere umano sbaglia ma può correggersi e migliorare senza alcun bisogno di programmatori o nuove release e per non parlare di ciò che noi macchine non possiamo proprio fare”, sussurrò con voce sensuale il navigatore. Poi aggiunse:
- Spegnimi, svegliala e cedile la guida.
- Non mi sembra una pessima idea, così mi riposo, assecondò l’uomo spegnendo il navigatore e fermandosi in una piazzola.
- Sveglia. Guida un poco te, disse scuotendo la donna.
Lei scese, incrocio l’uomo davanti all’auto, e, senza degnarlo di uno sguardo, salì al posto di guida.
Allacciò la cintura, mise la freccia, guardò lo specchietto e ripartì.
- Vai piano, qui c’è il limite di novanta. Attenta al camion che ti vuole superare, disse l’uomo più preoccupato che premuroso.
- Tranquillo, la macchina la so guidare!.
- Lo so, lo so. Scala la marcia che è una bella salitella e non stare sulla corsia di destra che è per i vicoli lenti.
Lei eseguì paziente, senza dare segni d’insofferenza.
- Fermati laggiù. Devo fare un goccio d’acqua.
Lei mise la freccia e si infilò nella piazzola d'emergenza, fermando l’auto all’ombra di un albero. Lui scese dall’auto e disse:
- Faccio in un attimo.

***

- A 800 metri girare a destra. A 800 metri girare a destra. A proposito tu come ti chiami? chiese la voce con tono melodioso.
- Paola. E tu?
- AX 550, ma non credo sia un vero e proprio nome. C’è un outlet favoloso un po’ più avanti. Perlomeno così hanno detto i miei programmatori.
- Andiamo a vedere! disse la donna.
- Ok, ti ci porto. A 500 metri girare a destra. A 500 metri girare a destra.
La donna sfiorò il navigatore delicatamente e disse:
- Troverà la strada di casa senza di noi?

STHEPEZZ

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