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SULLA PELLE



SULLA PELLE




Scrivo poesie sulla pelle,
brevi come saette,
per ricordare di uscirne vivo.

Le scrivo senza ritardi,
con una punta d’oro arroventata.

Raschio via l’epidermide,
fin quando le carni vibrano,
vicino a diventare pazzo.

Lo faccio con la clemenza
di uno schiaffo consacrato, 
a mano aperta.

Come la furia di un bacio strappato.

E mentre il sangue ricopre i solchi
delle parole, io le celebro.

La vita, che riecheggia il pulsare
delle arterie, concorda.

Scrivo poesie sulla pelle,
dure come baci, dolci come rocce,
in un imprevisto dormir finale.

STHEP

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